Signor Sindaco il gesto di protesta da Lei fatto,debbo ammettere che è un grande gesto che sicuramente è stato preceduto da giorni di riflessioni.Lo sanno anche le pietre che Lei di questo marasma non ha nessuna colpa,sappiamo benissimo che Lei ha ereditato un Ente che veniva da un commissariamento con tutto quello che ne consegue.E ora cosa intende fare?Aspettare delle risposte dall'alto che sicuramente non verranno?
Mi creda ,non ci sarà nessun intervento attivo e concreto dei nostri politici siciliani sia di maggioranza che di opposizione.Loro se ne fregano,hanno altro a cui pensare.E allora che si fa?
Lei signor Sindaco non può erigersi,non è giusto, a Don Chisciotte che lotta contro nemici immaginari,Lei da solo ,per quanto sia tenace,non può vincere questa battaglia,dove la trama di questo film è stata scritta da altri, a sua insaputa ,prima del suo insediamento.
E allora come se ne esce?Secondo me c'è una soluzione ,che deve essere,per forza di cose solo politica.
Si azzeri la Giunta,inserisca persone di tutti i partiti,sia di maggioranza che di opposizione,che ognuno si assumi le sue responsabilità,e cosi vediamo come va a finire,se invece di criticare si è capaci di costruire,se i politici di riferimento,ognuno per le loro competenze sono veramente capaci di darci una mano per uscire da questa crisi seria e grave.
Lo ripeto,Lei deve coinvolgere tutti ,da solo le verrà difficile.In bocca al lupo.
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lunedì 28 giugno 2010
giovedì 24 giugno 2010
LA CONFERMA DI QUANTO AVEVO DETTO
Protesta del sindaco che stamattina ha consegnato la fascia tricolore al Prefetto
Marzio Bresciani: «Impossibile rispettare il patto di stabilità in un Comune proveniente da commissariamento».
Eclatante gesto di protesta del sindaco di Castellammare del Golfo, Marzio Bresciani, che stamattina ha consegnato al Prefetto di Trapani la fascia tricolore per richiamare l’attenzione sull’impossibilità di rispettare i vincoli del patto di stabilità in un Comune commissariato (fino alla sua elezione del giugno 2008). «Quella del mio Comune è una situazione anomala poiché al momento non abbiamo debiti ma siamo costretti a non poter spendere alcunchè poiché il termine di paragone è il 2007- spiega il sindaco Marzio Bresciani-. In quell’anno il Comune era governato da una commissione prefettizia che ha ricevuto contributi straordinari come previsto dalla legge, tra l’altro non spesi. Il Comune di Castellammare, così come quelli provenienti da commissariamenti, dovrebbe prevedere un risparmio di spesa di vari milioni di euro, pena la riduzione dei tarsferimenti statali di pari importo, per il 2011. Un vero paradosso ed un’impresa impossibile. Con amarezza stamattina ho consegnato la fascia al Prefetto di Trapani. Se necessario andrò avanti con altri gesti di pari portata per chiedere allo Stato, come avevo già fatto lo scorso anno, una deroga alla norma e difendere il mio Comune ed i miei cittadini». Situazione anomala che riguarda pochi altri Comuni. Al sindaco ed alla delegazione di assessori che lo ha accompagnato in prefettura per solidarietà, il Prefetto Stefano Trotta ha detto di accettare con dispiacere quello che è il simbolo dello Stato. «Certamente quella di Castellammare e di altri pochi Comuni -ha detto il Prefetto- è una situazione anomala che farò presente al Ministero”. Al gesto del sindaco Bresciani seguirà una precisa e rigorosa linea amministrativa che prevede tagli e ridimensionamenti dei servizi, con il tentativo di un incremento delle entrate. «Siamo costretti a ridurre tutto e rinunciare a servizi importantisismi e manifestazioni di grande rilevanza culturale e richiamo turistico, come la Rievocazione storica o Per le antiche scale (Plas). La rassegna enogastronomica Bon Ton parte domani quindi non possiamo più tirarci indietro -continua il sindaco Marzio Bresciani-. Il Comune non potrà spendere più nulla perciò chiediamo l’intervento di sponsor privati ed Enti per aiutarci a realizzare qualche manifestazione. Faremo un enorme sforzo per i festeggiamenti di agosto della nostra Patrona, sperando anche in un interessamento della Provincia».
IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)
Marzio Bresciani: «Impossibile rispettare il patto di stabilità in un Comune proveniente da commissariamento».
Eclatante gesto di protesta del sindaco di Castellammare del Golfo, Marzio Bresciani, che stamattina ha consegnato al Prefetto di Trapani la fascia tricolore per richiamare l’attenzione sull’impossibilità di rispettare i vincoli del patto di stabilità in un Comune commissariato (fino alla sua elezione del giugno 2008). «Quella del mio Comune è una situazione anomala poiché al momento non abbiamo debiti ma siamo costretti a non poter spendere alcunchè poiché il termine di paragone è il 2007- spiega il sindaco Marzio Bresciani-. In quell’anno il Comune era governato da una commissione prefettizia che ha ricevuto contributi straordinari come previsto dalla legge, tra l’altro non spesi. Il Comune di Castellammare, così come quelli provenienti da commissariamenti, dovrebbe prevedere un risparmio di spesa di vari milioni di euro, pena la riduzione dei tarsferimenti statali di pari importo, per il 2011. Un vero paradosso ed un’impresa impossibile. Con amarezza stamattina ho consegnato la fascia al Prefetto di Trapani. Se necessario andrò avanti con altri gesti di pari portata per chiedere allo Stato, come avevo già fatto lo scorso anno, una deroga alla norma e difendere il mio Comune ed i miei cittadini». Situazione anomala che riguarda pochi altri Comuni. Al sindaco ed alla delegazione di assessori che lo ha accompagnato in prefettura per solidarietà, il Prefetto Stefano Trotta ha detto di accettare con dispiacere quello che è il simbolo dello Stato. «Certamente quella di Castellammare e di altri pochi Comuni -ha detto il Prefetto- è una situazione anomala che farò presente al Ministero”. Al gesto del sindaco Bresciani seguirà una precisa e rigorosa linea amministrativa che prevede tagli e ridimensionamenti dei servizi, con il tentativo di un incremento delle entrate. «Siamo costretti a ridurre tutto e rinunciare a servizi importantisismi e manifestazioni di grande rilevanza culturale e richiamo turistico, come la Rievocazione storica o Per le antiche scale (Plas). La rassegna enogastronomica Bon Ton parte domani quindi non possiamo più tirarci indietro -continua il sindaco Marzio Bresciani-. Il Comune non potrà spendere più nulla perciò chiediamo l’intervento di sponsor privati ed Enti per aiutarci a realizzare qualche manifestazione. Faremo un enorme sforzo per i festeggiamenti di agosto della nostra Patrona, sperando anche in un interessamento della Provincia».
IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)
domenica 13 giugno 2010
SARA' UN REFERENDUM INUTILE?
Propalbilmente si! Come ho già avuto modo di dire ,indipendentemente dall'esito, non cambierà niente dal punto di vista politico, il Sindaco rimarrà al suo posto e l'UTC pure,certo è un occasione per i detrattori del Sindaco per farsi vedere, per qualche esponente di partito servirà per avere un pò di visibilità che avrà un effetto boomerang, nel senso che se si avrà una grossa astensione-vedi Erice- come si prevede, ciò si potrà interpetrare come una loro sconfitta elettorale.E allora tutto come prima? Penso proprio di no.Il Comune avrà speso 70-80 mila euro inutilmente,soldi che potevano servire per altre cose più importanti ,come per esempio per riparare le strade,essendo il nostro Comune in dissesto finanziario ; è uno degli enti siciliani che ha sforato il patto di stabilità che per chi non capisce significa che non ci sono più soldi in cassa.E ai precari chi ci pensa,gente che da 20 anni aspetta di essere stabilizzata e che ora con la manovra Tremonti ,che riduce i trasferimenti -meno soldi- agli enti locali, se lo possono sognare la stabilizzazione e l'unica cosa che avranno sarà una proroga dei loro contratti e delle loro speranze e intanto il tempo passa e ti ritrovi a 60 aa ancora precario.
E allora perchè questo referendum ?Non si poteva trovare una diversa soluzione ,certo con la disponibilità da ambedue le parti,cercare un punto d'incontro per evitare questa consultazione in piena estate?Magari lasciando la scuola al suo posto e spostando l'UTC in un altra struttura di proprietà del Comune.
E allora perchè questo referendum ?Non si poteva trovare una diversa soluzione ,certo con la disponibilità da ambedue le parti,cercare un punto d'incontro per evitare questa consultazione in piena estate?Magari lasciando la scuola al suo posto e spostando l'UTC in un altra struttura di proprietà del Comune.
martedì 8 giugno 2010
E' L'INIZIO DI UN PERCORSO?.SPERIAMO DI SI.
IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Senso di responsabilità, forte attaccamento alla nostra terra, seria preoccupazione per il futuro della nostra città.
Sono questi i sentimenti che la conferenza dei capigruppo di lunedì scorso ha portato alla convocazione di un Consiglio Comunale straordinario ed urgente per approvare un ordine del giorno a voto unanime.
Questa sera parliamo del nostro porto ovvero di quello che, a prescindere dalle varie posizioni politiche, riteniamo essere il trampolino di lancio della nostra economia negli anni futuri.
Prospettive sul porto equivale a dire prospettive sul nostro futuro; non c’è cittadino Castellammarese che non sia convinto di ciò. Abbiamo aspettato troppi anni prima di vedere iniziati veramente i lavori. Anni in cui ci sentivamo dire: “secondo me i lavori non inizieranno mai”. “Queste sono le solite promesse politiche”.
Eppure quelle promesse sono diventate realtà: grazie all’Amm.ne Ancona si è riusciti ad avere il primo finanziamento; grazie alla commissione prefettizia si è dato inizio ufficialmente ai lavori; grazie all’Amm.ne Bresciani si è dato prima un’impennata ai lavori e dopo si è riusciti ad ottenere il finanziamento del II stralcio.
Il porto, stavamo seriamente pensando che ormai era cosa fatta. Era solo un problema di tempo: Lavori che sarebbero stati completati in un paio massimo in 3 anni.
Ancora vogliamo credere che sia così. Perché non ne possiamo fare a meno. Perché il porto ultimato resta la reale speranza di vedere uno sviluppo concreto del nostro territorio e dell’intero circondario.
Per questo stasera - dopo un corretto confronto - questo consiglio comunale dovrà mettere insieme tutte le sue forze a difesa del proprio territorio.
Chiedere a gran voce ai Ministri competenti, al Presidente della Regione, al Prefetto di Trapani, al Presidente della Provincia, a tutta la deputazione nazionale e regionale Trapanese, AIUTO perchè c’e’ un popolo che ancora spera nel suo futuro; un popolo che vuole il suo porto ultimato; un popolo che non vuole vedere affacciandosi dalle finestre una delle tante opere italiane incompiute.
Vogliamo essere sicuri che il nostro porto sia realmente costruito per la messa in sicurezza delle imbarcazioni e quindi vogliamo che la sua struttura venga realizzata e che sia corrispondente alle specifiche di appalto in modo da garantire solidità.
Quindi non possiamo che esprimerci positivamente sul lavoro della Guardia di Finanza che con i loro controlli mettono in allerta eventuali truffatori e ci garantiscono nella realizzazione di una struttura dalle caratteristiche qualitative conformi al capitolato di appalto, ma altresì chiediamo con altrettanta determinazione che vengano effettuati celermente i controlli per l’accertamento delle eventuali violazioni e che non si spengano dietro le lungaggini burocratiche le speranze di un popolo che da troppo tempo aspetta.
Con questo sentimento – per come già espresso in conferenza dei capigruppo – chiederò al Consiglio di non fermarsi a questa seduta consiliare che ritengo fondamentale e prioritaria per dare un forte stimolo alle Autorità Competenti, ma che rappresenta soltanto l’inizio di un percorso che ci porti ad ottenere in maniera celere “chiarezza” sul futuro del nostro porto.
Mi sono già espresso positivamente non appena avremo maggiori notizie, a convocare un consiglio comunale APERTO che comporti, oltre all’intervento diretto dei nostri concittadini, anche ad un intervento diretto ed un sostegno fattivo dei nostri politici di riferimento. Ad ognuno di loro chiederemo personalmente di attivarsi, attraverso le loro conoscenze, per ridare certezze sul futuro della comunità Castellammarese. E se le certezze ritarderanno ad arrivare, chiederò al Consiglio di andare oltre il consiglio comunale aperto, magari riunendoci in consiglio fuori da queste mura oppure chiedere al Presidente del Consiglio Provinciale di convocare in questa sede un consiglio straordinario sul porto di Castellammare.
Con questo animo e con l’auspicio di assistere ad un dibattito sereno e lontano da strumentalizzazioni politiche, apro gli interventi al Consiglio con la certezza di vedere approvato all’unanimità il documento che andremo a votare.
Senso di responsabilità, forte attaccamento alla nostra terra, seria preoccupazione per il futuro della nostra città.
Sono questi i sentimenti che la conferenza dei capigruppo di lunedì scorso ha portato alla convocazione di un Consiglio Comunale straordinario ed urgente per approvare un ordine del giorno a voto unanime.
Questa sera parliamo del nostro porto ovvero di quello che, a prescindere dalle varie posizioni politiche, riteniamo essere il trampolino di lancio della nostra economia negli anni futuri.
Prospettive sul porto equivale a dire prospettive sul nostro futuro; non c’è cittadino Castellammarese che non sia convinto di ciò. Abbiamo aspettato troppi anni prima di vedere iniziati veramente i lavori. Anni in cui ci sentivamo dire: “secondo me i lavori non inizieranno mai”. “Queste sono le solite promesse politiche”.
Eppure quelle promesse sono diventate realtà: grazie all’Amm.ne Ancona si è riusciti ad avere il primo finanziamento; grazie alla commissione prefettizia si è dato inizio ufficialmente ai lavori; grazie all’Amm.ne Bresciani si è dato prima un’impennata ai lavori e dopo si è riusciti ad ottenere il finanziamento del II stralcio.
Il porto, stavamo seriamente pensando che ormai era cosa fatta. Era solo un problema di tempo: Lavori che sarebbero stati completati in un paio massimo in 3 anni.
Ancora vogliamo credere che sia così. Perché non ne possiamo fare a meno. Perché il porto ultimato resta la reale speranza di vedere uno sviluppo concreto del nostro territorio e dell’intero circondario.
Per questo stasera - dopo un corretto confronto - questo consiglio comunale dovrà mettere insieme tutte le sue forze a difesa del proprio territorio.
Chiedere a gran voce ai Ministri competenti, al Presidente della Regione, al Prefetto di Trapani, al Presidente della Provincia, a tutta la deputazione nazionale e regionale Trapanese, AIUTO perchè c’e’ un popolo che ancora spera nel suo futuro; un popolo che vuole il suo porto ultimato; un popolo che non vuole vedere affacciandosi dalle finestre una delle tante opere italiane incompiute.
Vogliamo essere sicuri che il nostro porto sia realmente costruito per la messa in sicurezza delle imbarcazioni e quindi vogliamo che la sua struttura venga realizzata e che sia corrispondente alle specifiche di appalto in modo da garantire solidità.
Quindi non possiamo che esprimerci positivamente sul lavoro della Guardia di Finanza che con i loro controlli mettono in allerta eventuali truffatori e ci garantiscono nella realizzazione di una struttura dalle caratteristiche qualitative conformi al capitolato di appalto, ma altresì chiediamo con altrettanta determinazione che vengano effettuati celermente i controlli per l’accertamento delle eventuali violazioni e che non si spengano dietro le lungaggini burocratiche le speranze di un popolo che da troppo tempo aspetta.
Con questo sentimento – per come già espresso in conferenza dei capigruppo – chiederò al Consiglio di non fermarsi a questa seduta consiliare che ritengo fondamentale e prioritaria per dare un forte stimolo alle Autorità Competenti, ma che rappresenta soltanto l’inizio di un percorso che ci porti ad ottenere in maniera celere “chiarezza” sul futuro del nostro porto.
Mi sono già espresso positivamente non appena avremo maggiori notizie, a convocare un consiglio comunale APERTO che comporti, oltre all’intervento diretto dei nostri concittadini, anche ad un intervento diretto ed un sostegno fattivo dei nostri politici di riferimento. Ad ognuno di loro chiederemo personalmente di attivarsi, attraverso le loro conoscenze, per ridare certezze sul futuro della comunità Castellammarese. E se le certezze ritarderanno ad arrivare, chiederò al Consiglio di andare oltre il consiglio comunale aperto, magari riunendoci in consiglio fuori da queste mura oppure chiedere al Presidente del Consiglio Provinciale di convocare in questa sede un consiglio straordinario sul porto di Castellammare.
Con questo animo e con l’auspicio di assistere ad un dibattito sereno e lontano da strumentalizzazioni politiche, apro gli interventi al Consiglio con la certezza di vedere approvato all’unanimità il documento che andremo a votare.
martedì 1 giugno 2010
UN CONSIGLIO COMUNALE DA NON PERDERE
Porto: il 7 giugno seduta straordinaria d’urgenza del Consiglio comunale
“Prospettive sul porto di Castellammare a seguito dei nuovi eventi”: questo il punto all’ordine del giorno del consiglio comunale convocato dal presidente Giuseppe Cruciata, in seduta straordinaria d’urgenza. Il consiglio comunale straordinario è stato convocato per lunedì sette giugno (ore 18,30, Aula Consiliare di Corso Bernardo Mattarella), dopo il sequestro del cantiere per la messa in sicurezza del porto di Castellammare del Golfo. I sigilli sono stati apposti dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura della Repubblica di Trapani. La seduta sarà trasmessa in diretta sul sito ufficiale del Comune (www.castellammaredelgolfo.org).
“Prospettive sul porto di Castellammare a seguito dei nuovi eventi”: questo il punto all’ordine del giorno del consiglio comunale convocato dal presidente Giuseppe Cruciata, in seduta straordinaria d’urgenza. Il consiglio comunale straordinario è stato convocato per lunedì sette giugno (ore 18,30, Aula Consiliare di Corso Bernardo Mattarella), dopo il sequestro del cantiere per la messa in sicurezza del porto di Castellammare del Golfo. I sigilli sono stati apposti dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura della Repubblica di Trapani. La seduta sarà trasmessa in diretta sul sito ufficiale del Comune (www.castellammaredelgolfo.org).
venerdì 28 maggio 2010
STORIA DEL CEMENTO DEPOTENZIATO
Il cemento depotenziato sembra essere entrato nell’uso comune nella costruzione di opere pubbliche e di edifici privati.
Il cermento armato è regolato da una legge molto precisa che fissa i dettami normativi, i controlli, le modalità d’esecuzione dei lavori, i collaudi sia in corso d’opera che definitivi.
Eppure si sente sempre più spesso e si può constatare che molte strutture costruite in cemento armato sono crollate in caso di terremoto in barba alle leggi ed ai controlli previsti.
Alcuni anni fa nell’arco di una quindicina di giorni due palazzetti dello sport in Sicilia si sono collassati, per fortuna di notte.
Uno di essi, costruito in un paese nella zona centrale della Sicilia, era stato costruito con cemento 325 mentre il progetto prevedeva il 525 e furono rilevate imperfezioni nello spessore della volta in parete sottile.
Quell’opera si direbbe che fosse stata costruita per crollare e meno male che il crollo si è verificato di notte perché al pomeriggio precedente il crollo si era svolta una manifestazione all’interno della struttura con la presenza di oltre settecento persone.
Circa sessanta anni fa il calcestruzzo veniva impastato usando esclusivamente sabbia di fiume e brecciolino ottenuto dalla frantumazione di pietre.
Molto spesso le rocce calcaree da cui si otteneva il brecciolino erano troppo tenere e il calcestruzzo che ne derivava era di qualità scadente, tanto che oggi quelle opere sono state quasi del tutto demolite.
Una cinquantina d’anni fa al posto della sabbia di fiume si cominciò ad usare la sabbia marina.
Inizialmente si diceva che dovesse essere lavata per eliminare il sale, ma non se ne fece nulla e la salsedine affiorò e affiora anche oggi nella parte bassa delle costruzioni là dove l’umidità che risale dal sottosuolo esanta le funzioni corrosive del sale.
Nello stesso periodo si scoprì che mescolando alla sabbia marina una sabbia chiamata “di frantoio”, cioè una sabbia ottenuta come risultato polverulento nella frantumazione delle pietre calcaree, il calcestruzzo aveva un aspetto più “grasso”, cioè senbrava che fosse stata impiegata una quantità di cemento superiore a quello che in realtà era stato impiegato.
Ancora oggi, anche nei piccoli lavori, si ordina la sabbia metà di mare e metà di frantoio.
Nel calcestruzzo è normale circa il 40% di sabbia e l’80% di brecciolino, in tal modo la sabbia occupa gli spazi lasciati vuoti nella massa del brecciolino.
Il tutto viene cementato dalla reazione che avviene tra il cemento e l’acqua dell’impasto.
La quantità d’acqua deve essere la minima possibile, perché altrimenti il prodotto finito risulta molto scadente e la resistenza del cemento ottenuto dalla presa del calcestruzzo risulta anche minore di un terzo di quella prevista in progetto.
Un cemento previsto di avere una resistenza a compressione di 300 kg/cm^2 (uso le vecchie unità di misura), non arriva ad avere nemmeno 100 kg/cm^2.
Tutto il progetto va a farsi benedire e in caso di terremoto la struttura crolla com’è accaduto a L’Aquila alla Casa dello Studente.
L’aggiunta dell’acqua è richiesta per migliorare la lavorabilità dell’impasto il che fa comodo sia a chi deve stendere il calcestruzzo nelle casseforme, sia a chi lo deve pompare.
Vengono aggiunti degli additivi fluidificanti ma in realtà quella che si aggiunge abbondante è l’acqua.
Nel caso dell’Ospedale di Agrigento è stata prelevata una carota da un pilastro.
Mi ha sorpreso il fatto che il buco è risultato dal contorno molto netto e sembra evidente che sia stato evitato di tranciare l’armatura di acciaio del pilastro, che almeno poca ma ci doveva pur essere.
Da notare che il cemento in uso attualmente risulta più scuro rispetto al passato, poiché è additivato con sostanze particolari, e la stessa sabbia marina ha un colore grigio scuro.
La “carota” risultante vista alla televisione è sembrata di colore molto chiaro e dall’aspetto sabbioso.
Questo risultato si ottiene quando l’acqua d’impasto è eccessiva.
Se si passa il pollice sulla superfice laterale si può notare che la carota si sfalda facilmente come se fosse stata fatta con sola sabbia.
Lo stesso risultato si raggiunge se una quota parte del cemento è stata sostituita da sabbia di frantoio.
In questo caso si parla di cemento depotenziato con sabbia.
Mi sembra che questa tecnologia costruttiva sia entrata ormai nell’uso comune.
In caso di terremoto non saranno poche le costruzioni che rischiano di venire giù.
Le responsabilità non riguardano una singola persona.
Il progettista normalmente è un ingegnere esperto, che svolge i calcoli della struttura in cemento armato al computer e difficilmente si sbaglia.
Occorre accertare la documentazuione inerente il confezionamento del calcestruzzo per verificare se il calcestruzzo ordinato corrisponde a quello di progetto, a quello fatturato e consegnato.
Non è da escludere che l’impresa edile abbia richiesto del calcestruzzo depotenziato.
Le responsabilità sono chiaramente di natura penale.
Il capo cantiere e il direttore dei lavori difficilmente potranno chiamarsi fuori avendo l’obbligo di sorvegliare lo svolgimento dei lavori.
Prima di ogni gettata di calcestruzzo è previsto per legge che si confezionino dei cubi di prova, che poi verranno rotti per compressione dopo 28 giorni.
I certificati rilasciati dall’ufficio che ha effettuato le prove sono elementi importanti, perché occorrerà spiegare come mai un cemento la cui prova risultava di 300 kg/cm^2 è invece risultato avere una resistenza inferiore a 100 kg/cm^2.
Occorrerà accertare se il certificati rilasciati sono stati in qualche modo taroccati.
I collaudatori , in particolare quello in corso d’operra, cosa hanno controllato?
Non si sono accorti che il cemento risultava di qualità inferiore a quella prevista in progetto?
Quello che impressiona è che ormai questa è diventata la tecnologia costruttiva attuale.
La magistratura sta intervenendo, ma quante pastoie dovrà affrontare?
Questo delle costruzioni dal cemento taroccato sembra essere un affare così colossale che ha tutte le caratteristiche perché sia messo tutto a tacere.
Il cermento armato è regolato da una legge molto precisa che fissa i dettami normativi, i controlli, le modalità d’esecuzione dei lavori, i collaudi sia in corso d’opera che definitivi.
Eppure si sente sempre più spesso e si può constatare che molte strutture costruite in cemento armato sono crollate in caso di terremoto in barba alle leggi ed ai controlli previsti.
Alcuni anni fa nell’arco di una quindicina di giorni due palazzetti dello sport in Sicilia si sono collassati, per fortuna di notte.
Uno di essi, costruito in un paese nella zona centrale della Sicilia, era stato costruito con cemento 325 mentre il progetto prevedeva il 525 e furono rilevate imperfezioni nello spessore della volta in parete sottile.
Quell’opera si direbbe che fosse stata costruita per crollare e meno male che il crollo si è verificato di notte perché al pomeriggio precedente il crollo si era svolta una manifestazione all’interno della struttura con la presenza di oltre settecento persone.
Circa sessanta anni fa il calcestruzzo veniva impastato usando esclusivamente sabbia di fiume e brecciolino ottenuto dalla frantumazione di pietre.
Molto spesso le rocce calcaree da cui si otteneva il brecciolino erano troppo tenere e il calcestruzzo che ne derivava era di qualità scadente, tanto che oggi quelle opere sono state quasi del tutto demolite.
Una cinquantina d’anni fa al posto della sabbia di fiume si cominciò ad usare la sabbia marina.
Inizialmente si diceva che dovesse essere lavata per eliminare il sale, ma non se ne fece nulla e la salsedine affiorò e affiora anche oggi nella parte bassa delle costruzioni là dove l’umidità che risale dal sottosuolo esanta le funzioni corrosive del sale.
Nello stesso periodo si scoprì che mescolando alla sabbia marina una sabbia chiamata “di frantoio”, cioè una sabbia ottenuta come risultato polverulento nella frantumazione delle pietre calcaree, il calcestruzzo aveva un aspetto più “grasso”, cioè senbrava che fosse stata impiegata una quantità di cemento superiore a quello che in realtà era stato impiegato.
Ancora oggi, anche nei piccoli lavori, si ordina la sabbia metà di mare e metà di frantoio.
Nel calcestruzzo è normale circa il 40% di sabbia e l’80% di brecciolino, in tal modo la sabbia occupa gli spazi lasciati vuoti nella massa del brecciolino.
Il tutto viene cementato dalla reazione che avviene tra il cemento e l’acqua dell’impasto.
La quantità d’acqua deve essere la minima possibile, perché altrimenti il prodotto finito risulta molto scadente e la resistenza del cemento ottenuto dalla presa del calcestruzzo risulta anche minore di un terzo di quella prevista in progetto.
Un cemento previsto di avere una resistenza a compressione di 300 kg/cm^2 (uso le vecchie unità di misura), non arriva ad avere nemmeno 100 kg/cm^2.
Tutto il progetto va a farsi benedire e in caso di terremoto la struttura crolla com’è accaduto a L’Aquila alla Casa dello Studente.
L’aggiunta dell’acqua è richiesta per migliorare la lavorabilità dell’impasto il che fa comodo sia a chi deve stendere il calcestruzzo nelle casseforme, sia a chi lo deve pompare.
Vengono aggiunti degli additivi fluidificanti ma in realtà quella che si aggiunge abbondante è l’acqua.
Nel caso dell’Ospedale di Agrigento è stata prelevata una carota da un pilastro.
Mi ha sorpreso il fatto che il buco è risultato dal contorno molto netto e sembra evidente che sia stato evitato di tranciare l’armatura di acciaio del pilastro, che almeno poca ma ci doveva pur essere.
Da notare che il cemento in uso attualmente risulta più scuro rispetto al passato, poiché è additivato con sostanze particolari, e la stessa sabbia marina ha un colore grigio scuro.
La “carota” risultante vista alla televisione è sembrata di colore molto chiaro e dall’aspetto sabbioso.
Questo risultato si ottiene quando l’acqua d’impasto è eccessiva.
Se si passa il pollice sulla superfice laterale si può notare che la carota si sfalda facilmente come se fosse stata fatta con sola sabbia.
Lo stesso risultato si raggiunge se una quota parte del cemento è stata sostituita da sabbia di frantoio.
In questo caso si parla di cemento depotenziato con sabbia.
Mi sembra che questa tecnologia costruttiva sia entrata ormai nell’uso comune.
In caso di terremoto non saranno poche le costruzioni che rischiano di venire giù.
Le responsabilità non riguardano una singola persona.
Il progettista normalmente è un ingegnere esperto, che svolge i calcoli della struttura in cemento armato al computer e difficilmente si sbaglia.
Occorre accertare la documentazuione inerente il confezionamento del calcestruzzo per verificare se il calcestruzzo ordinato corrisponde a quello di progetto, a quello fatturato e consegnato.
Non è da escludere che l’impresa edile abbia richiesto del calcestruzzo depotenziato.
Le responsabilità sono chiaramente di natura penale.
Il capo cantiere e il direttore dei lavori difficilmente potranno chiamarsi fuori avendo l’obbligo di sorvegliare lo svolgimento dei lavori.
Prima di ogni gettata di calcestruzzo è previsto per legge che si confezionino dei cubi di prova, che poi verranno rotti per compressione dopo 28 giorni.
I certificati rilasciati dall’ufficio che ha effettuato le prove sono elementi importanti, perché occorrerà spiegare come mai un cemento la cui prova risultava di 300 kg/cm^2 è invece risultato avere una resistenza inferiore a 100 kg/cm^2.
Occorrerà accertare se il certificati rilasciati sono stati in qualche modo taroccati.
I collaudatori , in particolare quello in corso d’operra, cosa hanno controllato?
Non si sono accorti che il cemento risultava di qualità inferiore a quella prevista in progetto?
Quello che impressiona è che ormai questa è diventata la tecnologia costruttiva attuale.
La magistratura sta intervenendo, ma quante pastoie dovrà affrontare?
Questo delle costruzioni dal cemento taroccato sembra essere un affare così colossale che ha tutte le caratteristiche perché sia messo tutto a tacere.
giovedì 13 maggio 2010
UN COMMENTO AL COMUNICATO
Volendo fare un commento a questo comunicato ,quello che appare evidente e che vorrei sottolineare e che tutto ciò ,probabilmente succede per il semplice fatto che abbiamo una giunta non politica ,fatta di amministratori che seppur ottime, non hanno referenti alla regione,per cui siamo nelle condizioni di avere una buona e sana amministrazione con gente di sana moralità, ma non dei buoni politici.Senza i collegamenti comune- provincia- regione, non si va da nessuna parte.Ecco perché era necessario e lo è ancora, rinnovare la giunta, arricchendola di gente che ha i collegamenti giusti per creare un cordone fra la giunta comunale e quella regionale.Se ciò non avverrà,secondo me, avremo una buona giunta ma isolata e si avranno altre situazione come quelle descritte dal consigliere provinciale Piero Russo.
COMUNICATO DI PIERO RUSSO
“Non mi è chiaro in base a quale criterio, l’assessorato regionale territorio ed ambiente finanzi progetti riguardanti lavori di somma urgenza per situazioni di pericolo causate da rischi idrogeologici. O meglio: senza nulla togliere ad alcune situazioni che necessitano realmente di interventi urgenti di messa in sicurezza, è chiaro che il criterio è solo politico e non tiene in considerazione la gravità delle situazioni per le quali vengono presentati i progetti”. Lo afferma Piero Russo, Capogruppo del Pdl al consiglio provinciale di Trapani. “Il Comune di Castellammare del Golfo, per esempio, ha da tempo presentato tre progetti esecutivi riguardanti gli inteventi di mitigazione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza di siti ad altisisma vocazione truristica a rischio crolli -continua Piero Russo- In particolare il progetto per ridurre le condizioni di rischio di caduta massi in corrispondenza della radice del molo foraneo e del versante che delimita la strada di accesso al porto; quello per la messa in sicurezza del costone antistante la via Fugardi e la conseguente mitigazione del rischio idrogeologico, oltre alla messa in sicurezza e consolidamento del costone roccioso su cui si erge il centro storico di Castellammare, in prossimità del castello di viale Zangara. I progetti sono stati più volte inseriti ai primi posti di elenchi e graduatorie, per poi scomparire dai finanziamenti non appena vengono erogati i finaziamenti. Invece si tratta di interventi urgentissimi che mettono in serio pericolo l’incolumità dei cittadini. Ma il Governo regionale sembra interessato solo ad accontentare il referente politico di turno. Mi auguro, alla luce dei gravissimi fatti accaduti nel messinese -conclude Russo- che la deputazione regionale della provincia di Trapani, possa, assieme al presidente Lombardo, ravvedersi e finanziare opere la cui neccessità è certificata dalla Protezione Civile.”.
COMUNICATO DI PIERO RUSSO
“Non mi è chiaro in base a quale criterio, l’assessorato regionale territorio ed ambiente finanzi progetti riguardanti lavori di somma urgenza per situazioni di pericolo causate da rischi idrogeologici. O meglio: senza nulla togliere ad alcune situazioni che necessitano realmente di interventi urgenti di messa in sicurezza, è chiaro che il criterio è solo politico e non tiene in considerazione la gravità delle situazioni per le quali vengono presentati i progetti”. Lo afferma Piero Russo, Capogruppo del Pdl al consiglio provinciale di Trapani. “Il Comune di Castellammare del Golfo, per esempio, ha da tempo presentato tre progetti esecutivi riguardanti gli inteventi di mitigazione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza di siti ad altisisma vocazione truristica a rischio crolli -continua Piero Russo- In particolare il progetto per ridurre le condizioni di rischio di caduta massi in corrispondenza della radice del molo foraneo e del versante che delimita la strada di accesso al porto; quello per la messa in sicurezza del costone antistante la via Fugardi e la conseguente mitigazione del rischio idrogeologico, oltre alla messa in sicurezza e consolidamento del costone roccioso su cui si erge il centro storico di Castellammare, in prossimità del castello di viale Zangara. I progetti sono stati più volte inseriti ai primi posti di elenchi e graduatorie, per poi scomparire dai finanziamenti non appena vengono erogati i finaziamenti. Invece si tratta di interventi urgentissimi che mettono in serio pericolo l’incolumità dei cittadini. Ma il Governo regionale sembra interessato solo ad accontentare il referente politico di turno. Mi auguro, alla luce dei gravissimi fatti accaduti nel messinese -conclude Russo- che la deputazione regionale della provincia di Trapani, possa, assieme al presidente Lombardo, ravvedersi e finanziare opere la cui neccessità è certificata dalla Protezione Civile.”.
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